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La crisi nel Canale di Suez colpisce anche il mondo del caffè

La chiusura, da martedì scorso, a causa dell’incidente della nave portacontainer Ever Given, sta provocando notevoli ritardi alle navi, bloccando merci per un valore di oltre 9 miliardi €.

La nave che blocca il passaggio di uno dei più importanti nodi marittimi del mondo, non sta solo danneggiando il trasporto di petrolio e gas naturali, ma anche del caffè robusta. L’Europa è quella più colpita dal blocco momentaneo, effetto che presto si farà sentire a sentire a livello globale dato la mancanza di container. Il ritardo delle navi potrebbe influire seriamente sulle catene di approvvigionamento dei prodotti, compreso il caffè. Tra i container bloccati su questa importante rotta marittima, attraverso cui passa circa il 12% del commercio mondiale di merci, ci sono, infatti, numerosi container di caffè.

I roaster già faticavano a far arrivare la robusta dal Vietnam, il più grande produttore al mondo, sempre per la mancanza di container. Come risultato, i torrefattori europei hanno iniziato a importare sempre di più dall’Africa orientale per far fronte alla carenza vietnamita. Giusto nel momento in cui la disponibilità iniziava a crescere è arrivato il blocco del canale, dove tutti il caffè proveniente dall’Africa e dall’Asia passavano.

Ma anche dall’altra parte dell’Atlantico la situazione appare preoccupante. Negli Stati Uniti le scorte di container sono al minimo da sei anni; per fare fronte a questa situazione sono aumentate le importazioni dal Brasile (cresciute del 24% rispetto al 2019). In Europa, a differenze degli Usa, non posso utilizzare facilmente la robusta brasiliana, dato un differente gusto nel prodotto finito.

fonte: Bloomberg

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