Editoriale

Anno nuovo, stesso ritornello

Iniziamo quest’anno con gli stessi dilemmi dell’anno passato, ma non con nuove soluzioni.

I primi titoli di questo 2022 hanno aperto con il caso del “caro-colazione”. Ma sul serio? Ancora? Di fronte a rincari ben più gravi per energia e beni primari, ci scandalizziamo per una colazione che può arrivare a costarci “fino a € 2,70”! Ma siamo seri? Nel Paese che si fregia di avere il miglior caffè al mondo e prodotti di pasticceria di prima categoria, ci scandalizziamo se facciamo colazione al bar per meno di € 3? Che sia arrivato piuttosto il momento di comprendere che chi ha sempre lavorato con prodotti selezionati e di prima categoria faceva bene a farvela pagare almeno € 5 la colazione?


Tutto questo non vi sembra di cattivo gusto e svilente per un’intera categoria? Ve lo dico io: sì lo è! Denota anche una scarsissima conoscenza di una materia di cui invece ci facciamo vanto quando andiamo in giro per il mondo. Lo stesso mondo per cui quando facciamo una colazione o un brunch, paghiamo volentieri anche 20 o 30€ senza battere ciglio. Esiste quindi qualche altro caso di eccellenza sbandierata e prezzo ai limiti del sottocosto? E non portate l’esempio degli analisti da quinta elementare “con un chilo di caffè pagato 15-20 € ci fanno 140 caffè”, perché di nuovo denota una scarsa conoscenza della materia, in tutta la sua complessità. Dentro il costo di quella tazzina ci sono una serie di voci che non si possono sottovalutare che servono a trasformare un solido (un chicco di caffè) in un liquido pregiato (espresso o cappuccino a regola d’arte) tra cui il costo dell’energia di una macchina espresso professionale e quello di un operatore preparato e formato.

La qualità (si) paga, sempre

Ecco qui è dove casca l’asino ed è a mio avviso l’unico vero motivo per cui in molti casi il caffè al bar non lo si prende più. Perché in questi due anni abbiamo imparato che facendolo a casa non solo risparmiamo, ma spesso lo facciamo pure meglio! Non c’è sconfitta più grande per una categoria, quando un consumatore arriva alla conclusione che a casa propria non solo conviene, ma è pure più buono se non uguale. Vi immaginate succedesse con la birra fatta in casa, con la pizza surgelata o con qualsiasi altro prodotto di eccellenza? Eppure nel mondo della caffetteria capita e sempre più spesso. Quindi non c’è prezzo che tenga. Perché quando si arriva a questa soglia recarsi al bar diventa più un fastidio che un piacere. Diventa un “ma chi me lo fa fare?”. E c’avete ragione, ma chi ve lo fa fare a farvi del male?


A maggior ragione se per andarci devo fare una corsa ad ostacoli per poi ritrovarmi senza nessuno con cui scambiare due parole, con lo stesso barista scontroso di sempre (che preso da solo è ancora più scontroso) e magari pure lo stesso sudiciume (no, non il solito, proprio lo stesso di due anni fa, con nome e cognome e forse pure terza dose). Non c’è “caro-prezzi” che tenga, perché nemmeno in regalo una cosa del genere. Quindi cercate i posti dove caffè e cornetto li pagate 5 € se volete fare del bene a voi e alla vostra giornata, che la colazione si sa, è il pasto più importante della giornata ed è il momento dove abbiamo meno tempo e lucidità per poterci mettere degli sforzi. Esiste il bar e il barista apposta per questo. Vedrete pure che quel barista sarà anche meno scontroso perché il suo lavoro se lo sarà scelto, così come tutti i prodotti che usa per far sì che la vostra sia un’esperienza e non una routine. Questo sarà un posto dove vorrete tornare, non perché ce l’avete sotto casa, ma perché vi ha fatto sentire meglio che a casa, anziché lasciarvi un buco nello stomaco.

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