Attualità

È nei momenti più difficili che viene fuori l’anima di una Community.

Lo spirito di aggregazione e il dialogo verso l’esterno hanno animato questi 2 anni, forse i più critici per il nostro settore, alla guida del chapter SCA Italy. Il commento di Alberto Polojac, coordinatore SCA Italy, sulle attività svolte durante il suo mandato, in vista della settimana elettorale

Connect the dots”: da dove abbiamo iniziato

Connect the dots” è stato il principale obiettivo dichiarato da quando ho preso in mano le redini del Chapter, confrontandomi con un movimento molto vivace come solo quello della SCA sa essere, ma poco coeso e molto frammentato, complice anche il fatto che le aziende e i membri che compongono la nostra Associazione rappresentano realtà tra di loro molto eterogenee, che hanno di conseguenza anche finalità e obiettivi diversi tra loro. Unire i puntini voleva dire anche questo nei miei intenti: cercare di mettere insieme le diverse anime che caratterizzano una realtà che copre tutta la filiera, dal produttore di caffè fino all’ultimo ingranaggio che porta alla realizzazione di una tazza perfetta.

Unire i puntini però significa anche dialogare con altre associazioni e istituzioni che possono avere finalità comuni alla SCA, amplificando un messaggio comune e facendo così gioco di squadra. Da qui nascono collaborazioni che hanno permesso la realizzazione di un manifesto comune, IL MANIFESTO DEL CAFFEISTA, eventi divulgativi e formativi sia da remoto che in presenza, ed altri incontri di dialogo con realtà formative del settore alberghiero.


In ultimo luogo, unire i puntini ha significato anche lavorare assieme a dei progetti comuni con gli AST, i nostri trainer autorizzati, la colonna portante del movimento della SCA. Da questo scambio sono nati il Vademecum del Barista, lanciato durante il primo lockdown del 2020, la stesura delle prime bozze di un Handbook comune che vedrà la luce prossimamente e non sono mancate le calibrazioni su tutti i moduli, interrotte solo per causa di forza maggiore, ma riprese in presenza l’estate scorsa.

Tutto questo mentre il mondo intorno a noi si stava trasformando radicalmente rispetto a ciò che ci circondava quando siamo partiti a inizio mandato, nel maggio del 2019. Un cambiamento che è stato particolarmente sentito nel nostro settore, sicuramente uno tra i più colpiti dagli ultimi 2 anni di trasformazioni e incertezze.

Ciononostante, tutto questo non ci ha fermato.

Competizioni ed eventi: i nostri piatti forti minati solo in parte


Il 2020 è iniziato con tante attività in programma, dalle finali nazionali di tutti i campionati nella consueta cornice del Sigep e molti progetti pianificati, come i Coffee Routes in piantagione, o altri in fase di elaborazione, come i City trips nelle principali città italiane dove il caffè riveste un ruolo importante. Di lì a poco sarebbero arrivate invece le chiusure forzate e l’impossibilità di qualsiasi spostamento o evento in presenza.

Di conseguenza, i due pilastri su cui si basa gran parte della diffusione del settore specialty, sono stati nel corso di questo periodo i più complessi da portare avanti, dal momento che devono fare affidamento su attività che possono essere svolte solo in presenza, prevedono sessioni condivise di assaggio e numerosi spostamenti da parte di trainer e membri.

Questo, comunque, non ci ha impedito di essere presenti in numerose piazze importanti come Torino, Roma, Bari e Napoli con workshop e dimostrazioni rivolte al pubblico, appena ci è stato consentito. Per quel che riguarda le tappe di selezione, ora che le competizioni stanno recuperando la loro normale routine, potrà essere riproposto quanto fatto alla fine del 2019.

Ciò che di sicuro ha più lasciato il segno e che ha visto coinvolti molti membri è stato COFFEE BOOM, l’evento diffuso in tutta Italia durante l’International Coffee Day del 1o ottobre. Giornalisti, istituti alberghieri e consumatori sono stati travolti da un’ondata di attività con un palinsesto ricco di appuntamenti e approfondimenti sul tema dello specialty coffee, all’interno di un format che non è passato inosservato alla community anche a livello internazionale. Tra gli appuntamenti online vorrei invece sottolineare il format creato nel 2020 SCA Italy On air il PASTRY CAMP in collaborazione con CAST alimenti e ITALIAN COFFEE NETWORK, l’appuntamento congiunto sulla valorizzazione del caffè espresso.

Ora invece abbiamo un’opportunità sul fronte eventi unica da cogliere: il World of Coffee a Milano e il conseguente spostamento delle 4 competizioni mondiali che mancano a completare il quadro, iniziato proprio a Milano durante la fiera Host di fine ottobre.

Dove possiamo arrivare? Uscire dalla comfort zone e valorizzare le nostre tradizioni: espresso cappuccino e moka


lo specialty coffee deve poter entrare nelle case di tutti, per fare questo è necessario lavorare molto su una comunicazione che sia alla portata di chiunque, libera da tecnicismi, senza rinunciare alla professionalità e alla valorizzazione della materia prima. Semplificare insomma ma non banalizzare. Inoltre, è più che mai necessario ricominciare dalle basi. L’espresso è indiscutibilmente un patrimonio da salvaguardare, così come il cappuccino. Va fatto però nella quotidianità e inserito nella routine dei baristi che troppo spesso trascurano passaggi basilari come pulizia e cura nella preparazione. Per questo ritengo sia indispensabile andare a intercettare le nuove generazioni negli istituti alberghieri, in modo tale che si possa creare un imprinting verso la qualità. È questa l’unica strategia che vedo per salvaguardare i nostri patrimoni non solo sulla carta, ma anche nella realtà di tutti i giorni. A livello più tecnico invece l’espresso deve essere valorizzato con una scheda di assaggio riconosciuta a livello internazionale.

Per il consumo domestico la moka, troppo spesso trascurata e snobbata dal mondo specialty, va riportata alla luce sotto una veste nuova e più moderna, liberata dai tanti falsi miti che la circondano. Out of the box dovrà quindi essere uno slogan su cui lavorare nei prossimi anni.

Continuo a credere inoltre nei nostri progetti di connessione tra baristi e paesi di produzione, per cui si è creato il progetto COFFEE ROUTES, e i CITY TRIP nelle principali città italiane.

Le elezioni e come fare per votare


Durante la settimana in corso, fino al 27 aprile, potrete esprimere le vostre preferenze e votare i candidati del nuovo Chapter italiano di SCA Italy. Se siete in regola con l’iscrizione annuale dovreste aver ricevuto un’email con il link univoco per accedere al form di votazione. In caso contrario potete scrivere a membership@sca.coffee o contattare il team di SCA Global compilando questo form: https://sca.coffee/contact-us

Questa la lista di candidati:

COORDINATORE NAZIONALE

Davide Cobelli

Andrea Lattuada

Alberto Polojac

COORDINATORE COMMUNITY

Paola Campana

Francesca Oberti

Davide Roveto

Stefania Zecchi

COORDINATORE EDUCATION

Damian Burgess

Andrea Matarangolo

COORDINATORE EVENTI

Alessandro Coda

Gian Andrea Sala

COORDINATORE GIUDICI

Giordano Cognini

Fabio Sipione

COORDINATORE MARKETING & COMMUNICATION

Alessandra Di Dio

Cinzia Pietrobon

Filippo Vidiz

Questo il link dove trovate la lista dei candidati e le loro biografie

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