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Carmen Clemente commenta la vittoria del Campionato del Mondo di Latte Art

All’interno del World of Coffee (23-25 Giugno 2022) si sono tenuti cinque Campionati del Mondo del caffè -Roasting, Cezve/Ibrik, Good Spirits, Cup Taster e Latte Art. Abbiamo intervistato Carmen Clemente, campionessa di Latte Art e compagna di Manuela Forense, ex-campionessa della stessa categoria.

Classe 1980, radici pugliesi, ciuffo sbarazzino e bellissimo sorriso. Carmen Clemente è la nostra nuova campionessa di Latte Art, quell’ incredibile capacità artistica che rende il barista un pittore e il cappuccino un’opera d’arte. Si tratta di una tecnica piuttosto nuova nel mondo del caffè, sperimentata per la prima volta negli anni’80, oggi colora il mondo dei social di bellissime tazze e disegni dettagliati. Affascinati da questa tecnica, abbiamo intervistato Carmen per scoprire meglio il mondo della Latte Art, ma anche il suo percorso personale e la sua vita da campionessa.

Da sinistra, Carmen Clemente & Emanuela Fensore


Carmen, è da molto che gareggi per i campionati internazionali?

No, questo è stato il mio primo campionato del mondo. Non è però la prima volta che corro in gara. La prima competizione è stata nel 2017 insieme a Manuela, la mia compagna. In quell’occasione lei vinse il primo posto, io il secondo. Ci riprovo nel 2018, ma senza qualificarmi. Invece nel 2020 vinco il campionato italiano. Vincere quella gara mi dava diritto a partecipare al campionato di Varsavia nel 2020 ma poi con la pandemia e tutto […] siamo arrivati al World of Coffee nel 2022 con due anni di pratica e allenamento alle spalle, pronti a competere dopo un lungo periodo di stop nelle gare.

Giocare in casa e competere all’estero. Si sentono molte differenze?

Secondo me si. Il paese dove si svolge la competizione gioca un ruolo molto importante perché ti costringe a lavorare con i prodotti locali; in Italia si gareggia con prodotti che si avvicinano al mercato europeo e che io personalmente uso ogni giorno.[…]in Asia, ad esempio, durante alcune competizioni mi sono trovata in difficoltà perché il loro latte è diverso da quello italiano e quindi ho dovuto adattare la tecnica a valori nutrizionali e temperature diverse.

Latte Art. Com’è partecipare a questa competizione?

Questa è una domanda impegnativa. Ognuno ha il suo percorso, il mio fino ad un certo punto vedeva il mondo delle gare come un ecosistema molto giocoso, divertente e anche un po’ superficiale. Ma quando Manuela ha vinto il Campionato Mondiale è scattato qualcosa […] ho visto nel suo riflesso delle potenzialità che riuscivo a scorgere anche in me. Bisogna però imparare a vivere con un certo livello di stress e ansia.

Che cosa intendi?

Beh, anche questo varia da persona a persona. Io tendenzialmente soffro un po’ di ansia ed è capitato che durante un campionato italiano ho avuto anche un attacco di panico. Il peso della competizione si sente tutto. Su questo Manuela è sempre stata formidabile, mi dà un sostegno incredibile.


Avete vissuto insieme questo World of Coffee?

Assolutamente si. Lei mi è stata vicina in ogni momento, senza trascurare nessuno dei partecipanti, a cui portava il pranzo fra un allenamento e l’altro. Insomma, si è presa cura di noi. Lei è in grado di darmi la giusta carica ma anche di tranquillizzarmi. Mi sprona a fare del mio meglio e mette in luce la parte più bella di me […] l’ultimo giorno di competizione la tensione era alta ma Manuela e Cristina (ndr. Cristina Caroli, ex coordinatrice SCA) mi sono state vicine ed è grazie a loro che sono salita in pedana pronta a dare il massimo.

Dei colleghi in gara che impressione hai avuto?

Erano molto emozionati. A fine competizione ci siamo messi tutti a piangere, piangevo pure io. Non perché non fossi felice, anzi, ero al settimo cielo, ma perché ho scaricato tutto lo stress e il lavoro psicologico che c’è nel backstage di una competizione così importante. Quello che mi piace dei Campionati del Caffè è proprio la sportività che ci accomuna tutti, non c’è invidia o arrivismo, solo tanto supporto e voglia di gareggiare.

Carmen, ti facciamo qualche domanda un po’ fuori dalle righe. Perché proprio il latte? In un mondo così vasto come quello del caffè, hai scelto un prodotto tipico e di nicchia.

In realtà non me l’ha mai chiesto nessuno. Non si tratta di una cosa che sento particolarmente mia o alla quale sono estremamente affezionata. Il latte nel mondo della caffetteria è un po’ un gioco, un passatempo artistico. Ciò che mi attira è vedere la magia di una lattiera in cui un solo ingrediente può creare un disegno perfetto.


Nelle competizioni di Latte Art si può scegliere che cosa disegnare?

Di solito si. Alcuni anni fa i giudici preferivano i disegni astratti, quelli in cui a fine lavoro era necessario spiegare la creazione […] oggi invece preferiscono i disegni real, quelli che non necessitano di alcuna didascalia. Io per esempio durante il World of Coffee mi sono concentrata sul mondo animale: ho fatto un Marlin Pescatore, un cane con il papillon e un castoro, mentre invece nella tazzina dell’espresso ho disegnato un pinguino. Sono state le tazze più belle che ho mai creato e ne sono molto orgogliosa.

Senza ovviamente indispettirti, ci piacerebbe sapere qualcosa in più sulla tua vita privata. Com’è avere Manuela al proprio fianco quando gareggi?

Siamo sempre state molto unite. Non abbiamo mai avuto rivalità, anzi lei è stata una coach fantastica per me. E io non sempre sono comoda da gestire perchè sono un po’ cocciuta. Però Manuela sa come prendermi. Amarsi e lavorare insieme non è facile, ma la nostra forza è la grande passione che ci accomuna. 

Si è trattato di un percorso facile?

Per niente. Erano i primi tempi, ci conoscevamo da poco, lei dietro al bancone non sapeva fare quasi nulla ma aveva una grande voglia di sperimentare. Così abbiamo imparato insieme la Choco Art e il Painting su Latte. Si allenava moltissimo […] all’epoca non percepivamo stipendio, l’attività non era ancora consolidata