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Trucillo: l’importanza della famiglia nel mondo del caffè

In Italia, la famiglia intesa nel senso più ampio del termine è un concetto a cui siamo storicamente legati, proprio come il caffè. Quando questi due aspetti s’intersecano, ne nasce una moltitudine di storie fatte di passione, amore, vicende famigliari e nuove prospettive. Ne abbiamo parlato con Antonia Trucillo.

La famiglia; quello strano e bislacco groviglio di persone che siedono con noi a Natale e ci propone le stesse scomode domande, di anno in anno, donandoci infine un regalo che non avevamo assolutamente richiesto e che non rientra nemmeno un po’ nella sfera dei nostri gusti personali. Famiglie grandi, allargate, ridanciane, divertenti, calorose, ma anche rumorose, imbarazzanti, ignare della nostra vita e portatrici di valori e idee che non condividiamo, ma che ci tocca sentire ogni volta che ci sediamo a tavola. Il caffè è un concetto, per certi versi, simile.

Caffè lunghi, ristretti, acidi, dolci, intensi, decaffeinati, corposi o dal sapore delicato. Comunque lo si gira nella tazza, il caffè rimane un appuntamento quotidiano per moltissimi italiani. Certe volte è il momento di piacere più atteso della giornata, altre volte lo si beve con malcelata riluttanza perché tutti i commensali lo ordinano, e non si vuole proprio fare la figura dei guastafeste. Ad ogni modo, gli amanti del caffè sono milioni in tutto il mondo ma, se facciamo riferimento all’Italia, possiamo dire con un certo orgoglio che stiamo parlando degli amanti del Buon Caffè. D’altronde, noi della penisola italica abbiamo sempre avuto un certo gusto per le cose preparare con cura e con amore

E quale luogo migliore per imparare cos’è il caffè di qualità e come riconoscerlo (ma anche come produrlo) se non la propria famiglia? Il mondo espresso è costellato di famiglie, piccole o grandi, che hanno intrapreso questa strada decenni prima, e che oggi possiedono alcune delle torrefazioni più importanti d’Italia. C’è chi nasce in una famiglia la cui azienda è già formata e prosegue la carriera grazie ad una formazione che passa di padre in figlio. È il caso di Antonia Trucillo, nipote del Cav. Cesare Trucillo (fondatore dell’azienda di famiglia) e figlia di Matteo Trucillo (attuale Presidente), discende da una famiglia dedita dal 1950 alla produzione e commercializzazione di pregiate miscele di caffè.




Antonia, cosa significa crescere in una famiglia che ha un’azienda già formata nel mondo del caffè?”

“Il mio percorso nel mondo del caffè inizia nel 2015, quando rientro a Salerno dopo aver studiato all’Università di Milano. Ho vissuto il mio rientro in azienda come una vocazione, sentivo la necessità di essere vicina alla famiglia come risorsa […] da lì, inizia un percorso molto importante per me. Volevo formare la mia figura nel mondo del caffè, e sapevo che andavo incontro ad un percorso lungo ed impegnativo. Per studiare e formarmi professionalmente nel mondo del caffè ho iniziato un itinerario di 8-9 anni, in cui sono stata in Honduras, Colombia, Vietnam, India, Costa Rica…insomma, ho girato il mondo per conoscere meglio la materia prima”. 

“Quando la torrefazione è diventata importante per te? In che modo hai capito che era questa la tua strada?”

Ho vissuto due momenti importanti: primo è stato quando ho deciso di sposare il progetto di famiglia, poco dopo aver finito l’Università, senza ancora sapere nulla sul caffè. Il secondo passaggio è stato quando dopo dieci giorni che ero tornata in azienda e mi occupavo della produzione, mio padre mi ha messo subito all’opera con il lavoro manuale: ho iniziato a macinare e ad occuparmi dell’estrazione perfetta. È stata come una rivelazione, e ho iniziato a domandarmi da dove provenisse il caffè, come si coltiva etc. […] quel momento è stato il mio cambio d’esistenza. Oggi non so più separare vita personale da quella professionale, il caffè le comprende entrambe



“Che dire del ruolo della donna all’interno del vasto panorama del caffè? Nelle aziende c’è ancora del lavoro da fare per raggiungere un’equità lavorativa uomo-donna?”

Sì, secondo me sì. Anche se riguardo la donna nel mondo del lavoro si potrebbero fare discorsi immensi, io ritengo comunque che una buona chiave per emergere è quella di essere sempre preparate. Io conosco diverse personalità femminili che hanno costruito la loro istruzione passo dopo passo, con competenze e professionalità. Le donne portano avanti il loro lavoro con dignità e, anche se le pari opportunità non ci sono sempre e non ci sono per tutte, i passi avanti fatti dalle aziende negli ultimi anni sono tasselli fondamentali. 

“Che consiglio daresti a chi vuole sviluppare idee e progetti innovativi pur mantenendo un legame saldo con la tradizione?”

Il metodo che hanno usato i nostri genitori con noi è stato più che efficace. Entrando in azienda molto presto, abbiamo avuto modo di osservare, capire e confrontarci con il passato, per poi mettere del nostro nelle idee future. Il cambio generazionale deve avvenire in modo naturale, perché i progetti innovativi del mondo espresso nascono solo se si è in grado di mantenere forte la tradizione del caffè. Il mio consiglio è, nella maggior parte dei casi, d’imparare e di apprendere tutte le nozioni base, ma anche di essere curiosi e aperti alle opinioni altrui.