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L’importanza delle famiglie nel mondo del caffè

In Italia, la famiglia, intesa nel senso più ampio del termine è un concetto a cui siamo storicamente legati, proprio come il caffè. Questi due aspetti delle nostre vite s’intrecciano spesso e, come per tutte le storie d’amore, ne nasce un filone narrativo entusiasmante che si tramanda nei decenni. Ne abbiamo parlato con Daniela Mauro, che assieme alle sorelle conduce l'azienda Sevengrams a Milano

Le sorelle Mauro provengono da una storia imprenditoriale iniziata nel 1949 dal nonno Demetrio. Mary e Angelita hanno lavorato entrambe per tanti anni nell’azienda di famiglia, la prima come Direttore Marketing e poi Amministratore Delegato, la seconda come Responsabile dell’Ufficio Legale. Nel 2008, quando hanno venduto le proprie quote, ma il legame con il mondo del caffè era rimasto loro nel sangue, quindi non hanno incontrato esitazioni, realizzando un nuovo progetto imprenditoriale con le altre due loro sorelle. Anna e Daniela hanno così lasciato i loro rispettivi lavori – la prima come Responsabile Controllo di Gestione in una grossa azienda, e Daniela come Senior Account e Strategic Planner in un’agenzia di pubblicità – e insieme al padre e alle due sorelle hanno riversato la propria passione per il caffè in un nuova impresa. Meno di un anno dopo nasceva Sevengrams, realtà innovativa che a Milano, esprime la vera anima specialty del caffè.

 

“Buongiorno Daniela e grazie per aver partecipato a questa intervista. Per te che significato ha avuto crescere in una famiglia radicata nel mondo del caffè?”

“Nascere in una famiglia d’imprenditori vuol dire innanzitutto comprendere sin da piccoli che niente arriva per caso: ogni risultato è il frutto della passione e della perseveranza di persone che in esso hanno creduto e che per esso hanno lavorato spendendo le loro migliori energie. Oltre all’amore per questo prodotto e al patrimonio di relazioni e di conoscenza che ci è stato tramandato nel corso degli anni, l’eredità più grande è sicuramente l’esempio che ci è stato trasmesso da nonno Demetrio.  Poi in egual misura da nostro padre Pasquale e dal progetto di Sevengrams, che ci ha viste protagoniste nel ruolo di imprenditrici”.


Quando e quanto è diventato importante il prodotto caffè per le sorelle Mauro? 

“Il caffè ha sempre fatto parte della nostra vita. Abbiamo trascorso la nostra infanzia nella torrefazione di famiglia, respirando il profumo del caffè ogni giorno finché non è diventato parte di noi. La scelta di rimanere nel settore è stata dunque presa in maniera molto naturale: una sorta di vocazione che attinge alla nostra storia e all’esempio che ci è stato dato”. 


“Un’azienda tutta al femminile. Che dire del ruolo della donna all’interno del vasto panorama del caffè italiano (e del mondo)?”

“Per quanto ci riguarda, non abbiamo mai vissuto il nostro “essere donne” come un limite, nemmeno in un settore tradizionalmente maschile come quello in cui operiamo. I nostri genitori non ci hanno mai posto dei vincoli in questo senso e il loro stimolo a misurarci con grandi obiettivi è stato per noi una regola di vita. D’altronde, sono sempre più numerosi gli esempi di donne che si sono contraddistinte per le proprie capacità, rivestendo oggi ruoli di primissimo piano e a qualsiasi livello della filiera: un dato che assume un grande significato in termini di rappresentanza e che conferma come qualcosa si stia muovendo in tal senso”.


“Quando e perché avete deciso di venire a Milano? È stata una scelta sofferta o ha portato immediatamente ai risultati sperati?”

“Nostro padre ha lavorato per tanti anni a Milano. È qui che sono stati aperti i primi uffici commerciali dell’azienda di famiglia e lui, che si è sempre occupato di questo, ha vissuto qui gran parte della sua vita. Tutte noi sorelle, finito il liceo, lo abbiamo raggiunto per proseguire gli studi universitari, finendo poi per trasferirci qui definitivamente. Certamente, il distacco dalla propria casa, dai propri amici, dalla propria terra è sempre doloroso, ma in qualche modo è stata una scelta che sapevamo essere nell’ordine delle cose. Milano poi ci ha accolto con grande calore rendendo tutto più facile. Non da ultimo, ci ha offerto l’opportunità di intraprendere la nostra strada con una libertà di scelta tutt’altro che scontata e in un contesto estremamente fertile per una startup come la nostra”. 

 
“Parliamo di Sevengrams: una realtà in continuo movimento che unisce passione, lavoro e tradizione. Oltre a questo è anche un bel traguardo raggiunto. Com’è nato il progetto imprenditoriale e il format “Coffee Studio”?”

Sevengrams nasce innanzitutto dal desiderio di “rompere gli schemi” in un mercato molto tradizionale. Siamo partite nel 2009 con tre miscele di altissima qualità; il caffè, generalmente considerato come una commodity, era per noi un vero e proprio prodotto di eccellenza, una bevanda riservata a un pubblico d’intenditori e appassionati che vogliono degustarla e apprezzarla in maniera consapevole. Da qui il nostro “for espresso lovers only”, un pay-off che identifica un target esclusivo ma sempre aperto perché coinvolge tutti coloro che hanno una vocazione per la qualità e sono curiosi rispetto ai prodotti che consumano e alla cultura che ne è alla base.
Il format “Coffee Studio”, lanciato a Milano nel 2014, nasce dal desiderio di offrire ai coffee lovers un luogo fisico in cui condividere la propria passione. Il caffè diventa il protagonista assoluto di questo spazio innovativo che oltre a proporsi come negozio specializzato, rappresenta un laboratorio a disposizione dell’appassionato per condividere esperienze e competenze. 


Lot Zero con Chiara Bergonzi, campionessa di Latte Art e ulteriore elemento femminile che arricchisce il vostro progetto. Come parte questa micro-torrefazione e come si è sviluppata fino ad oggi?

 

“Quello con Chiara è stato un incontro tra “anime affini” che ha segnato un momento importante della nostra storia aziendale, oltre che personale. Chiara, che all’epoca era una pluripremiata campionessa di latte art e una pioniera di questa disciplina, non si è mai fermata. Da vera outsider qual è, ha usato talento e determinazione per diventare in pochi anni uno dei personaggi più autorevoli dello specialty coffee a livello internazionale. La collaborazione, inizialmente nata dall’esigenza di formare i nostri clienti Horeca, è diventata con il passare del tempo una vera e propria partnership che ha coinvolto diversi aspetti del nostro modello e che è culminata con il suo ingresso nel consiglio di amministrazione ma soprattutto con la nascita di Lot Zero, il nostro brand dedicato esclusivamente all’eccellenza del mondo “specialty” e di cui Chiara è cofondatrice. Tutto il processo di produzione artigianale avviene all’interno della roastery Lot Zero, adiacente al Coffee Studio, allestita con le migliori attrezzature del mondo specialty. La linea Lot Zero ci consente di completare in maniera sinergica la nostra proposta di qualità offrendo una scelta sempre più ampia a una nicchia in crescita di clienti domestici e professionali che cercano un’esperienza sul caffè di eccellenza. Inoltre, lavorare con lo specialty coffee rappresenta uno stimolo costante all’innovazione oltre ad essere, grazie alla ricchezza delle sue argomentazioni, un potente strumento di divulgazione e di cultura verso il consumatore finale”.