Attualità

Dialogo fra due massimi sistemi dell’universo caffè: uomo e macchine

Insieme ad Alice Magnani, Responsabile H&R e Supervisore Marketing di TME, raccontiamo il futuro delle macchine per imballaggi, fondamentali nel settore del caffè e importanti per il futuro del nostro pianeta

Nel grande ecosistema del caffè esistono e coesistono due insiemi che, uniti, fanno funzionare l’intero settore, dal piccolo e acerbo chicco fino alla miscela dentro la capsula. Ognuno di questi sistemi vive attraverso le proprie caratteristiche. Il primo, fatto di spigoli, sfaccettature e peculiarità, è l’uomo, inteso come l’essere umano. Il secondo è la macchina, o meglio il macchinario. Quest’ultimo è costruito attraverso criteri di funzionalità e innovazione. Certo è, che entrambi i sistemi puntano a una sorta di perfezionamento reciproco. L’essere umano, sebbene lontano dalla perfezione sistemica a cui ambisce, idea, realizza e costruisce il macchinario. Quest’ultimo, a sua volta, migliora l’operosità dell’’essere umano, aumentando le capacità produttive e facilitando il lavoro.

Le parole di Alice Magnani

Il dubbio di molti, o forse vera e propria paura, è che un giorno le macchine rendano il nostro molto così automatizzato da essere irriconoscibile. “Il confezionamento del caffè, che è quello che ci compete, è stato già automatizzato in buona parteconferma Alice –, questo però s’intende come gli impianti siano diventati sempre più tecnologici”. In questo senso, si legge fra le righe un trend di grande evoluzione volto a creare un prodotto sempre più adeguato agli usi contemporanei, garantito da tempi di conservazione più lunghi e incarti compostabili. La stessa azienda TME, leader e specializzata nel confezionamento, si dota di un laboratorio R&D avanzato, volto ad analizzare e sperimentare i più avanzati sistemi d’avanguardia per adattare ogni impianto ai materiali presenti oggi sul mercato e nella filiera del caffè.  

La soluzione del caffè porzionato

Certo è, che chi non s’intende di porzionati, guarda i monodose con un certo scetticismo. Mentre sono già in tanti ad aver scelto il sistema porzionato per la propria tazza di caffè, molti altri si fanno invece portavoce di una forte discrepanza fra chi ancora si reca al bar a bere l’espresso mattutino e chi invece lo consuma a casa, ancora in pantofole, prima di iniziare la giornata. Ma è forse un’utopia dire che i porzionati possono essere un modo per rendere i prodotti di qualità accessibili a tutti? “No, secondo noi non è un’utopiainterviene Alice. Il metodo delle monoporzioni ha rivoluzionato il modo di bere il caffè nelle case di tutto il mondo e questo ha permesso anche tanta scelta. Credo che la possibilità di gustarsi un buon espresso anche a casa sia molto aumentata e ha permesso di espandere le possibilità di scelta dei consumatori.

Il valore della qualità nel caffè

Chi beve caffè a casa non ha solo una scelta più variegata, ma ha anche la possibilità di rivolgere lo sguardo in direzione della qualità. Mentre il mondo che ci circonda si fa sempre più articolato e complesso, i consumatori vogliono poter prendere decisioni consapevoli. Queste decisioni non sono varate solo sul prezzo, ma anche sulla qualità di ciò che consumano. In questo senso, la qualità dei prodotto e degli imballaggi è diventata un aspetto fondamentale. “La qualità e la sostenibilità devono essere i punti principali della produzione – continua la portavoce di TME. Per questo chi vende impianti, deve poter esaltare gli sforzi che i torrefattori fanno con la scelta di materiali di qualità elevata, realizzando impianti innovativi e tecnologicamente avanzati”. D’altronde, se il valore dell’individuo si vede negli atti di generosità verso il pianeta, il valore delle aziende si coglie guardando la continua ricerca e sviluppo che esse mettono in atto sulle tecnologie più adeguate e futuristiche.

L’importanza della formazione

In tutto ciò, non abbiamo ancora parlato di formazione. Si potrebbe dire che senza il tassello della formazione tutto il castello di carte rischia di crollare. Per questo motivo TME organizza appuntamenti nelle scuole professionali.Questi appuntamenti sono nati quando ci siamo accorti di aver bisogno di bravi tecnici – conclude Alice. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Berenini di Fidenza, abbiamo avuto l’opportunità di entrare nella scuola tramite giornate dedicate e poi, grazie all’alternanza scuola-lavoro, sono stati i ragazzi a entrare nell’azienda”. L’obiettivo delle aziende che svolgono queste attività è far crescere l’interesse per il lavoro e avere un occhio di riguardo per le nuove generazioni. “È importante per noi trovare giovani che abbiano voglia di fare e di scoprire le sfide che gli imballaggi dovranno affrontare e le tante possibilità che abbiamo per rendere il nostro lavoro sostenibile”.