Scienza

Dal caffè ai cosmetici con la silverskin

Il Cnr con l’Istituto di scienze e tecnologie chimiche ha aperto il progetto CirCo “Multi valorization of silverskin, a residue of the coffee roasting industry”: dal chicco di caffè alla skincare di tutti i giorni

Il silverskin corrisponde tra l’1% e il 2% del peso totale del chicco di caffè. Stiamo infatti parlando della pellicola (o pelle) che ricopre il chicco e viene rilasciata in fase di tostatura. Fino a poco tempo fa era considerato un rifiuto speciale e piuttosto costoso da smaltire. Di recente però uno studio per comprendere come riciclarlo ha dimostrato che può essere utile alla creazioni di prodotti cosmetici. 

Organizzato dal Cnr, l’evento “L’economia circolare che si può riutilizzare ogni giorno”, che si è tenuto l’8 marzo presso l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere a Milano, ha evidenziato come i rifiuti possono diventare una risorsa, anche nel settore del caffè.

Nel progetto CirCo “Multi valorization of silverskin, a residue of the coffee roasting industry”, portato avanti con il Dipartimento di scienze e politiche ambientali dell’Università di Milano, ha collaborato anche la multinazionale cosmetica Intercos. Insieme, queste due realtà hanno estratto il grasso della silverskin e l’hanno poi utilizzato per la creazione di prodotti cosmetici. Come un “burro di silverskin”, di origini naturale e adatto alle pelli più sensibili. Insomma, del caffè non si butta via niente!