Editoriale

Sempre più in alto

Il boom nelle due Borse di riferimento del caffè ci porta a fare delle riflessioni profonde sul futuro del settore e fa tornare il consueto ritornello: che impatto avremo sul prezzo finale in tazza?

Il mondo del caffè si trova attualmente sulle montagne russe, con valori che raggiungono picchi mai visti prima sulla Borsa di Londra, arrivata a 4.080 $ per tonnellata, e una corsa altrettanto ardente a New York per l’arabica, tornato prepotentemente a superare la soglia di 240 $c per libbra. Questo fenomeno, che ha attirato l’attenzione degli esperti di mercato e degli operatori del caffè di tutto il mondo, è il risultato di una serie di eventi che stanno scuotendo l’industria nelle sue fondamenta.

“È tutta speculazione!” dicono i più, ma non è proprio così. Mai come ora son tornati a bussare prepotentemente alla porta i fondamentali. Vediamo nel dettaglio come.

Anzitutto va detto che le elevate quotazioni degli ultimi due anni nel mercato dell’arabica, con un arbitraggio di 160 $c per libbra (3.500 $ per tonnellata) tra le due qualità, unito alla riduzione del potere di acquisto in molti Paesi colpiti da un’inflazione galoppante, ha spinto la domanda verso la qualità più economica, la robusta appunto.

I prezzi dei diversi gruppi di caffè, dall’ultimo report dell’ICO
Arbitraggio tra arabica e robusta

A questo si è aggiunto poi il calo dei volumi di produzione in Vietnam, uno dei principali protagonisti nella produzione globale di caffè robusta, dove il dipartimento dell’agricoltura di Hanoi ha stimato un calo del 20% nella produzione per il raccolto 2023/24, il più scarso degli ultimi quattro anni. Questo declino, attribuibile a una combinazione di fattori climatici avversi e problemi logistici, ha creato un vuoto che ha spinto i prezzi verso l’alto, lasciando gli acquirenti alla ricerca di alternative. Su tutte il Conilon proveniente dal Brasile, che però sta soffrendo ugualmente le condizioni avverse del clima, proprio in prossimità del nuovo raccolto (che normalmente nelle principali zone produttive brasiliane di robusta, inizia a marzo).

Il colpo decisivo è arrivato con il blocco del Canale di Suez, un evento che ha avuto ripercussioni su scala globale. Questo vitale corridoio commerciale, attraverso il quale passa una grande percentuale del commercio mondiale, ha subito una interruzione che ha rallentato significativamente i trasporti verso l’Europa di gran parte della merce proveniente dall’Asia. Le catene di approvvigionamento sono risultate così particolarmente compromesse, e il caffè non ne è rimasto immune. I costi di trasporto sono aumentati, e i tempi di consegna si sono allungati, contribuendo ulteriormente a innalzare i prezzi sul mercato.

Insomma da inizio anno tutti volevano la robusta, ma questa non era disponibile, in nessun porto europeo. Lo tsunami stava solo avvicinandosi, mentre ora sta facendo sentire le proprie conseguenze.

Parallelamente a queste sfide, ecco arrivare gli speculatori globali, che in un panorama del genere, sono perfettamente a proprio agio. Attenzione quindi a dire che è un “mercato senza alcuna logica”, perché in questo caso di logica ce n’è anche troppa. Ed è la logica più vecchia del mondo: quella della domanda e dell’offerta.

Gli stock certificati delle due Borse (LIFFE – robusta e NYBOT – arabica) fonte ICO



Quando finirà l’ondata?



Dura da prevedere, come al solito. Sarebbe come chiedere che temperature avremo questa estate. con molte più variabili rispetto al clima. Per la prossima stagione di raccolto che sta per iniziare (l’anno caffeicolo inizia a settembre) si prevede un surplus di raccolto rispetto alla richiesta, il che farà recuperare un po’ di ossigeno agli stock certificati in Borsa. Questo potrebbe portare il mercato a normalizzarsi un po’ ammesso che nel frattempo non succeda qualcos’altro a livello globale. Nel frattempo prima dell’estate sarà difficile che questa bolla possa sgonfiarsi, proprio perché fortemente supportata dai fondamentali. Vi conviene non soffrire di vertigini, perché ci sarà da abituarsi all’alta quota per un po’!