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Il divario tecnologico è ancora troppo forte

La maggior parte delle innovazioni tecnologiche, nel settore del caffè, sono concentrate nei paesi consumatori. Alcuni ritengono che le piantagioni di caffè manchino di innovazione e di strumenti necessari alla modernizzazione tecnologica, e non hanno tutti i torti.

Nel mondo occidentale le innovazioni tecnologiche seguono ormai una corrente dinamica e rapidissima. Molte delle tecnologie di cui ci dotiamo sono continuamente proposte per implementate il livello produttivo e creare maggiori comfort a tutti i settori. Quello del caffè non fa eccezione. L’obiettivo dell’intero settore di produzione è, in genere, quello di migliorare l’efficienza, ridurre i costi e diventare più competitivi…o una combinazione di tutti e tre.

Innovazioni pionieristiche sono regolarmente introdotte anche nelle torrefazioni, nel tentativo di renderle più snelle, convenienti e, sostenibili dal punto di vista ambientale. Tuttavia, la maggior parte di queste innovazioni toccano le valli della produzione, dello stoccaggio e della compra-vendita, ma non si spingono fino alle coltivazioni.  

Nella maggior parte dei casi, gli sviluppi tecnologici sul lato consumatore della catena di approvvigionamento hanno superato di gran lunga quelli del settore agricolo. Abbiamo visto grandi miglioramenti e molti progressi dal lato baristi, nelle torrefazioni e nelle catene di produzione, ma spesso coltivatori e agricoltori riversano ancora in uno stato semi arcaico, e i loro sistemi di coltivazione non possono fare affidamento su nessuna delle innovazioni tecnologiche di cui ci dotiamo noi.  

Queste discrepanze, spiegate bene

Per sopravvivere agli ultimi anni, anche in seguito alla pandemia, molte aziende hanno accelerato l’introduzione di soluzioni digitali per continuare a raggiungere i clienti, mentre settori come la torrefazione e la produzione di caffè specialty hanno ingranato la quarta per soddisfare la domanda. La conseguente carenza di manodopera, le interruzioni logistiche e, più recentemente, l’aumento dei costi energetici, nonché le crisi geo-politiche degli ultimi mesi, hanno fatto sì che molte aziende a contatto con i clienti abbiano continuato su questa traiettoria di innovazione per rimanere competitive, lasciando indietro alcuni aspetti della filiera non indifferenti.

 Per le aziende agricole, infatti, la realtà dei fatti è cambiata poco. In Colombia, ad esempio, la maggior parte del caffè viene ancora raccolta manualmente, una pratica dispendiosa in termini di tempo e manodopera che non risponde bene all’aumento dei costi di produzione. Anche la Costa Rica non se la passa bene, e nemmeno i suoi coltivatori di caffè. Ad oggi, la diffusa meccanizzazione nella coltivazione rimane per la maggior parte appannaggio del Brasile, dove molti produttori hanno adottato tecniche meccanizzate per far fronte meglio alla crescente domanda globale.

Uno dei motivi principali per cui i produttori di caffè sono rimasti indietro in termini di innovazione agricola è dovuto alla disponibilità di capitale. L’innovazione proviene principalmente dalle aziende più grandi: molte sperimentano la fermentazione, comprendendo come reagisce il caffè durante la procedura e manipolandolo anche anaerobicamente.

Inoltre, non ci sono molti investimenti nazionali o degli agricoltori destinati all’innovazione tecnologica nella produzione. Molti produttori semplicemente non vedono il ritorno sull’investimento, almeno in America Latina. Sempre in Colombia, ad esempio, la mentalità è ancora quella di garantire solo il flusso di cassa sufficiente per pagare generi alimentari e bollette. La famosa “economia di sussistenza”, con una mentalità che non ragiona sul lungo termine. Le difficoltà finanziarie e l’inflazione dei paesi produttori di caffè rendono difficili le sperimentazioni sulle coltivazioni, mentre i paesi consumatori possono contare su importatori, torrefattori, distributori, caffetterie e baristi… insomma, c’è un bacino più ampio per giustificare gli investimenti e motivare l’innovazione.

Innovazioni sociali e domande esistenziali

Sfruttare la tecnologia nella produzione è certamente un investimento utile nel settore in un contesto in cui il cambiamento climatico peggiora e i costi di produzione aumentano vertiginosamente. Le innovazioni volte ad aumentare la resilienza climatica delle piante di caffè, ma anche aumentare la produttività e migliorare la raccolta dei dati, contribuiranno notevolmente ad affrontare le preoccupazioni relative all’ambiente e al reddito dignitoso per le famiglie. Ma, mentre ci sono diverse aziende nei paesi consumatori che lavorano su questo fronte, come possono gli stessi coltivatori di caffè sviluppare nuove soluzioni? 

Aumentare la consapevolezza dei vantaggi dello sviluppo tecnologico nella produzione e delineare il ritorno sugli investimenti aiuterà anche a garantire un scenario pubblico-privato per gli investimenti nazionali nei paesi produttori di caffè. Ciò sbloccherà inevitabilmente opportunità per soluzioni tecnologiche adattate ai contesti e alle esigenze locali. Un esempio concreto sono le innovazioni sociali, come le cooperative. Esse rappresentano un contributo incredibile alla qualità della vita dei produttori di caffè. Queste innovazioni sono necessarie per il progresso del settore del caffè tanto quanto le innovazioni guidate dalle macchine. All’interno di questo contesto, dove la forbice sociale taglia fuori una grande fetta di mondo, vale però la pena chiedersi se le innovazioni arrivino davvero dai paesi consumatori oppure ciò ciò che chiamiamo “modernità” e “innovazione” non siano altro che le nostre idee su come dovrebbe essere il futuro…