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Il caffè incontra il vino nelle masterclass di Andrej Godina e Luigi Salvo al Palermo Coffee Festival

L’Italia, terra di storia, arte e gastronomia, ha da sempre una passione radicata per il caffè, un fatto culturale che contraddistingue il nostro paese già dagli inizi del 1900 quando le caffetterie hanno iniziato a offrire un caffè ristretto preparato al momento. La moka e l’espresso sono due metodi di estrazione del caffè iconici, conosciuti in tutto il mondo. In Italia il caffè è un simbolo di socialità e tradizione, rappresenta molto più di un semplice rito quotidiano; per questo motivo, promuovere la cultura del caffè di qualità significa valorizzare e preservare un patrimonio di conoscenze, abilità e tradizioni. La conoscenza della filiera e della tecnica del prodotto da parte del consumatore è però pari quasi a zero, ed è per questo che è necessario un impegno costante del settore per educare e sensibilizzare il pubblico sulla qualità e sulle origini del caffè.

Un esempio eccellente di promozione della cultura del caffè è rappresentato dal recente Palermo Coffee Festival, la prima manifestazione in Italia interamente dedicata al mondo degli Specialty Coffee e alle filiere sostenibili del caffè, dell’olio e del vino, giunta quest’anno alla seconda edizione. Il festival è organizzato da Morettino, in collaborazione con CoopCulture e Orto Botanico di Palermo. Questo evento non solo celebra il caffè in tutte le sue forme, ma lo fa attraverso un approccio integrato che coinvolge altri prodotti di eccellenza del territorio italiano, come il vino e l’olio.

Il Festival si è distinto per aver posto l’attenzione alla qualità e per la capacità di aver creato un percorso sensoriale unico. Le degustazioni di vino e olio, affiancate alle degustazioni di caffè, hanno offerto ai partecipanti l’opportunità di scoprire nuovi abbinamenti e di comprendere meglio le caratteristiche sensoriali di ciascun prodotto. La presenza dei produttori locali è stata fondamentale in questo contesto, poiché ha permesso un dialogo diretto con i visitatori, facilitando la comprensione delle tecniche di produzione e delle peculiarità di ogni prodotto.

Durante la giornata del Festival ho avuto modo di guidare – insieme a Luigi Salvo, sommelier AIS Palermo, e ad Arturo Morettino, presidente dell’omonima torrefazione – due masterclass con degustazioni in parallelo di caffè e vino. L’abilità nel costruire questo abbinamento ha prodotto un viaggio sensoriale inaspettato, divertente e particolarmente coinvolgente. Questo è stato magnificamente dimostrato dal pieno coinvolgimento dei partecipanti che hanno apprezzato le singole referenze in degustazione delle due bevande e si sono lasciati sorprendere dall’abbinamento che il retrogusto del caffè lasciava al palato, che di volta in volta veniva contaminato dal flavore del vino. Il percorso di degustazione ha visto sul tavolo di assaggio la presenza di dieci calici: cinque utilizzati per assaggiare i cinque vini proposti e i rimanenti cinque riempiti con referenze differenti di caffè specialty del marchio La Musa Nera. Metodo di preparazione: filtro, utilizzando la brocca Chemex con le ricette di estrazione messe a punto dalle mani esperte della coffee expert Francesca Surano.

La cronologia degli assaggi è stata la seguente:

  1. Il primo vino è stato il Grillo vendemmia 2023 dell’azienda Feudo Disisa di Monreale abbinato con il caffè Brasile coltivato a Monte Pioneiro, 800m di altitudine, varietà botanica Obata, lavorato con metodo naturale cold soul;
  2. Il secondo abbinamento ha visto come protagonisti lo Chardonnay di Planeta di Menfi, vendemmia 2022, con il caffè di Honduras, regione di Copan, 1700m di altitudine, varietà botaniche Caturra, Catuai, Bourbon, processato con metodo naturale, proveniente dalla comunità della Slow Food Coffee Coalition di Las Capucas;
  3. Il terzo vino è stato Archineri di Pietradolce, vendemmia 2022, prodotto sull’Etna con uve di Carricante, mentre il terzo caffè prodotto a Cuba, regione di Sierra Maestra Mountain, 725m di altitudine, con varietà botaniche Isla, Typica, Caturra, Catimor, Bourbon, processato con metodo naturale;
  4. Il quarto abbinamento ha visto come protagonisti il vino di La Monaca, vendemmia 2022 della Tenuta Sallier de la Tour di Tasca d’Almerita, vitigno Syrah coltivato a Monreale e il caffè Bolivia, regione di Oruro, 1400m di altitudine, varietà Red Catuai, processo di lavorazione anaerobico;
  5. La degustazione è terminata con il vino Torre dei Venti, un nero D’Avola del 2021, dell’azienda Fazio di Erice e con il caffè Perù coltivato nella regione di Villa Rica a 1700mdi altitudine, varietà botaniche Catigua e Tabi, processato con il metodo lavato.

La masterclass ha proposto un percorso di degustazione unico, in cui sono stati abbinati i vini siciliani ai cinque caffè specialty provenienti da diverse nazioni ma con il comune denominatore della tostatura realizzata interamente a Palermo; un’esperienza per concordanza dei profili di flavore dei prodotti, creando un’esperienza unica e originale. La scelta dei prodotti proposti è frutto di un lungo percorso di abbinamenti che, insieme a Mauro Illiano, ho raccontato nel film documentario “Caffè e Vino” – e nel manuale di recente pubblicazione Caffè e Vino: due mondi una guida, edito da Edizioni Medicea Firenze. Il confronto e l’esperienza di Luigi Salvo ha arricchito i profili di flavore degli abbinamenti e ha regalato ai partecipanti un vero e proprio tuffo nelle più autentiche produzioni siciliane in grado di esaltare le produzioni vitivinicole autoctone di questa straordinaria isola.

Il Palermo Coffee Festival, con la sue masterclass di abbinamento caffè e vino, ha dimostrato come due mondi apparentemente distinti possano incontrarsi in un dialogo sensoriale di straordinaria raffinatezza. L’attenzione alla qualità, la selezione accurata dei prodotti e delle aziende, la competenza di tutti i relatori hanno reso questo evento un’esperienza indimenticabile, capace di elevare la cultura del caffè a nuovi livelli di eccellenza.